Fatti

ALCUNE delle MAGGIORI BUFALE diffuse per giustificare l’attuale politica promozionale dei vaccini

25 settembre 2018

A proposito della presunta efficacia dei vaccini nell’eradicazione delle malattie infettive: Il vaiolo sarebbe stato sconfitto solo a seguito di una più vasta copertura vaccinale. E’ un’affermazione falsa. Afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità che: “Durante la lotta decennale per l’eliminazione del vaiolo è emerso che il vaiolo può diffondersi anche in una popolazione completamente vaccinata. Pertanto si è adottata un’altra strategia: le vaccinazioni di massa sono state sostituite  da un monitoraggio e da un trattamento mirato della malattia. L’esperienza insegna che una malattia infettiva grave come il vaiolo è stata fatta scomparire attraverso misure quali la quarantena e l’isolamento” (Relazione della Direzione Generale del Comitato Esecutivo OMS relativa al programma della lotta al vaiolo del 1977).

A proposito della immunità di gregge: l’immunità ottenuta con una vaccinazione diffusa almeno al 95% nella popolazione, riuscirebbe a sconfiggere il morbillo. Dunque sarebbe indispensabile vaccinarsi tutti contro il morbillo. E’ un’affermazione contraddetta dai fatti. Dichiara il dottor Gregor Poland, un professionista per nulla ostile ai vaccini: “Così epidemie di morbillo si verificano anche in popolazioni ad elevata copertura vaccinale per via della possibilità primaria di insuccesso del vaccino e di quella secondaria, per cui si produce una platea sempre più ampia di individui suscettibili di contagio e di epidemie. Ciò porta a una situazione paradossale per la quale il morbillo che compare in società ad elevata copertura immunitaria, colpisce anzitutto coloro che sono stati già immunizzati” (dalla Rivista Vaccine, 3 Gennaio 2012).

A proposito della sicurezza dei vaccini per la salute umana, almeno di quelli attualmente usati: la loro affidabilità e innocuità sarebbero sempre assolute e indubitabili. Anche questa è un’opinione non corrispondente alla realtà! Esiste uno studio pubblicato nel Novembre 2011 da Neil Z. Miller e Gary G. Goldman, ricercatori del  National Center for Biotechnology Information (una costola dei National Institutes of Healths negli USA) apparso col titolo Infant Mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: is there a biochemical or synergistic toxicity? Lo studio accerta una precisa correlazione tra la vaccinazione di massa e la mortalità infantile, in particolare la morte in culla (in inglese: SIDS, Sudden Infant Death Syndrome, ossia Sindrome del ‘Decesso Improvviso Infantile’). Lo studio dei due ricercatori riguarda in primo luogo gli USA, ove si praticano ben 26 vaccini. Essi infatti dichiarano che: “L’analisi della regressione lineare della mortalità infantile media ha mostrato un’alta correlazione statistica significativa fra l’aumento del numero delle dosi vaccino e l’aumento del tasso di mortalità infantile …  E’ essenziale che si faccia uno screening urgente della correlazione tra le dosi vaccino, la loro tossicità biochimica o sinergistica, e il tasso di mortalità infantile. Negli USA le campagne di vaccinazione nazionali iniziarono nel 1960 e per la prima volta nella storia i nostri bambini furono vaccinati contro difterite, pertosse, tetano, polio, morbillo, orecchioni e rosolia. Improvvisamente nel 1967 la medicina clinica coniò una nuova forma di mortalità infantile, la SIDS. E dal 1980 la SIDS è diventata la maggior causa di mortalità postnatale in America”. Lo studio prosegue affermando la medesima cosa per tutto il terzo mondo. Vi si legge infatti testualmente: “Abbiamo scoperto che anche nei paesi in via di sviluppo esiste una relazione direttamente proporzionale fra il numero di vaccini somministrati e il tasso di mortalità infantile: le nazioni con la peggiore mortalità infantile sono quelle che somministrano ai bambini il maggior numero di vaccini”.

Ancora a proposito della sicurezza dei vaccini: poiché lo studio statunitense poc’anzi citato costituisce una pericolosa spina nel fianco dei paladini di Big Pharma, esso si è attirato le critiche più feroci e sprezzanti da parte dei soliti fiancheggiatori del business farmaceutico, ma nessuno è riuscito a demolire in modo documentato e ragionevole le argomentazioni o i dati dei due accreditati autori statunitensi. E a maggiore o piuttosto a definitiva conferma del fatto che un margine di pericolosità anche grave sussiste nella somministrazione di vaccini (il che giustifica la pretesa di libertà avanzata dai soggetti vaccinandi o loro genitori), basta allegare il testo della stessa legge italiana n°210 del 1992, che prevede l’obbligo per lo stato di risarcire i pazienti che riportano un danno da vaccini obbligatori, o anche solo raccomandati. In particolare all’articolo 2, comma 3 la detta legge prende in considerazione anche il caso morte provocata da vaccino. E’ sufficiente questa esplicita ammissione dello stesso Legislatore per rendersi conto che la sicurezza assoluta dei vaccini è una bufala di cui si dovrebbe provare vergogna a divulgarla?

A proposito di una presunta irresponsabilità di chi rifiuta di vaccinarsi: si vorrebbe sostenere che chi non si vaccina, metterebbe in pericolo la salute dell’intera collettività. Platealmente falso. Chi si vaccina non ha nulla da temere da chi non si vaccina. Anche uno stupido comprende infatti che se un vaccino è un rimedio veramente efficace, chi lo riceve non dovrebbe più preoccuparsi  di chi, non essendo vaccinato, potrebbe ammalarsi. E’ invece proprio chi si vaccina che può rappresentare un pericolo per i non vaccinati, poiché, almeno nelle prime settimane, è un portatore sano della malattia e può quindi contagiare chi non ha gli anticorpi già formati (cfr- la stessa legge n°210 : “I benefici di cui alla presente legge spettano alle persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, i danni di cui al comma 1…” art.1, comma 4). L’immunità di gregge è una storiella per gonzi, poiché i germi patogeni non scompaiono mai completamente, nemmeno con un’elevata immunità di gregge; anzitutto perché rimane sempre una quota di casi nei quali il vaccino non produce anticorpi; poi perché l’immunità raggiunta col vaccino si estingue col tempo in termini relativamente brevi; e infine perché è provato ripetutamente che anche i soggetti vaccinati possono infettarsi (pur senza ammalarsi) e diffondere i propri germi ad altri. Ciò che si ottiene con un vaccino, è solo l’acquisizione, in un qualunque momento desiderato, di una qualche immunità a determinati germi e per un dato periodo, non già l’eliminazione totale e per sempre di tutti gli agenti patogeni esistenti nell’ambiente di vita. Unica eccezione è considerata il caso del vaiolo, che sembra effettivamente scomparso, ma per due fattori che interessano solo questo agente patogeno, ossia il fatto che  non sopravvive fuori dell’organismo umano (ossia non in animali o piante); e inoltre che di esso non ci sono ceppi mutanti.  Insomma l’immunità di gregge è una bufala ben congegnata diffusa per allargare un business  di grandi dimensioni.

A proposito della serietà scientifica dei fanatici del vaccino: la scomparsa delle epidemie sarebbe effetto dei vaccini poiché una volta introdotti questi, quelle si sono estinte o attenuate. Il nesso temporale deve interpretarsi nel senso di un nesso causale: post hoc, ergo propter hoc. Quando però si tratta di interpretare il nesso temporale tra la diffusione massiva di vaccini con etilmercurio o composti di alluminio (sostanze neurotossiche) e la comparsa dell’autismo, allora per gli estimatori fanatici dei vaccini la connessione temporale è solo fortuita e non ci si dovrebbe vedere un rapporto di causa a effetto. Un tale rapporto causale lo si ammette solo quando è utile ai produttori dei vaccini. Se nuoce agli affari degli stessi, come sarebbe una relazione causale riconosciuta tra vaccino e autismo, allora la stessa relazione di successione temporale è solo occasionale e non deve interpretarsi nel senso di causa ed effetto. Non c’è che dire: un ottimo esempio di rigore scientifico!!!

A proposito dell’efficacia dei vaccini: essi darebbero la stessa garanzia di immunizzazione di un’infezione naturale, ma con una maggior sicurezza. E’ una falsa idea. L’infezione naturale immunizza per sempre o comunque per un periodo di gran lunga maggiore. Ciò ha determinato un effetto a prima vista paradossale: per diverse patologie la morbilità non si è ridotta in assoluto a seguito di un’estesa vaccinazione, ma si è spostata in avanti l’età media dei pazienti colpiti. Non sono più i bambini ad ammalarsi, ma gli adulti, quindi con il maggior pericolo di complicazioni che l’infezione in età adulta solitamente comporta. E con un effetto secondario non irrilevante: che le donne in età fertile, mancando di un’immunizzazione di lunga durata quale solo l’infezione naturale conferisce, non possono trasmettere gli anticorpi corrispondenti alla nascita dei loro bambini. I quali perciò avranno bisogno di una copertura vaccinale artificiale precoce, che però è pericoloso dare nei primi mesi di vita, quando il sistema immunitario infantile è in via di formazione. Continuando a preferire l’immunizzazione vaccinale, anziché quella naturale, si crea il presupposto di una protezione sempre più precaria per le future generazioni. Si instaura così un circolo vizioso che mette a rischio la salute dell’umanità a venire. Una prospettiva assai poco rassicurante, grazie al ministro Lorenzin.

Le osservazioni sopra formulate, che si offrono all’attenta considerazione di tutti, non significano affatto una rinuncia o una svalutazione assoluta dei vaccini, ma la necessità di valutarne ogni volta l’efficacia reale, la corretta composizione e la convenienza complessiva in un ponderato confronto con i rischi  connessi. Che è l’esatto contrario di quella fiducia cieca, assoluta e fanatica che spinge gli attuali burocrati della sanità a vaccinare in massa i bambini con lo stesso automatismo e la medesima disinvoltura con cui gli allevatori marchiano i capi del loro bestiame. Un automatismo idiota che però rappresenta una gallina dalle uova d’oro per le multinazionali del settore farmaceutico. La vera convenienza di un vaccino si può verificare solo rilevando se esso è accettato dall’utenza a seguito di una libera scelta e una corretta informazione e non quando è imposto con atto d’imperio a preminente beneficio di chi ne trae affari d’oro!

(A cura del Comitato Fermano per la Libertà Vaccinale – ciclostilato in proprio – email: comitatofermano@virgilio.it)

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