Curiosità

Perchè “Pietre d’Inciampo”

11 settembre 2018

Col termine “Pietre d’inciampo” sono state denominate le pietre intenzionalmente conficcate al suolo di fronte alle abitazioni da cui furono prelevati di forza coloro che finirono deportati nei lager tedeschi ad opera delle milizie nazifasciste. Tali pietre, sistemate in modo da essere ben notate, dovrebbero funzionare come segni mnemonici delle gravi scelleratezze della storia di quel triste periodo.

Questa locuzione, che appare adoperata con una simile funzione semantica già nella letteratura cristiana del I secolo, è una chiara metafora, alla quale si è ricorso anche nella presente occasione come contrassegno di analogo valore; e ciò per adempiere uno specifico compito, che esplicito per indicare fin da subito le coordinate e gli obiettivi del presente sito.

La società contemporanea è caratterizzata dall’esibizione reiterata e accanita, quindi per lo più retorica e tendenziosa, delle magnifiche sorti e progressive dell’epoca moderna, in cui l’umana specie si sarebbe affrancata per sempre da mali endemici della storia antica quali furono la superstizione, la paura del nuovo, la guerra, la povertà economica, l’arretratezza tecnologica, la stagnazione culturale. L’illusione che le cose stiano oggi veramente in tal modo tanto lusinghiero, ci impedisce di vedere quante volte e in quali modi gli antichi mali persistano invece tutt’oggi, magari in forme inusitate e quindi indecifrabili, spesso sotto l’orpello delle conquiste di civiltà dalle sembianze più avveniristiche e tuttavia il più delle volte futili o ingannevoli.

Non di rado però eventi improvvisi e strani, a prima vista sorprendenti, ma incomprensibili sul momento, possono creare un qualche imbarazzo per il fatto che rischiano d’incrinare l’illusione fin allora così ben coltivata. Questi eventi, proprio per rappresentare una prima occasione forzosa di uscire da un mondo fittizio creato intenzionalmente e di riacquistare un diretto contatto con una realtà più concreta e vera, funzionano come altrettante pietre d’inciampo, ovvero ostacoli inattesi, quindi incresciosi, ma indispensabili e preziosi per convincerci di dover aprire gli occhi su realtà sgradite, che fin a quel momento si credeva impossibile incontrare nella nostra civilissima età.

E come ostacoli incresciosi queste pietre d’inciampo sono veramente un inciampo, creano davvero fastidio ogni volta che le si incontra ed è quindi istintiva la tendenza ad aggirarle semplicemente negando ad esse realtà effettiva. Sono allora catalogate come fantasie prive di qualsiasi rilevanza, talvolta disprezzate come interessate falsità, che è oggi di moda indicare col termine inglese <em>fake news</em>. Un tratto del tempo presente del quale si vuol dare ben conto per sottolinearne la pusillanimità, è allora anche la sua inclinazione al negazionismo ogni qual volta sorge il pericolo che siano sbugiardati i miti fatui di civiltà e di progresso di cui è intrisa la civiltà occidentale e suo inveterato costume oggi compiacersi.

Con riferimento alla locuzione inglese citata poc’anzi, preciso che questa concessione a un vezzo così frequente oggidì, appunto l’infarcire il proprio eloquio con termini stranieri, rimarrà un’eccezione; che mi dà peraltro l’occasione di mettere già fin d’ora a fuoco un altro inderogabile impegno di cui si avrà cura nel presente sito, ovvero il rifiuto puntiglioso nel proprio lessico di prestiti linguistici stranieri; e soprattutto di quelli inglesi per l’esplicita e specifica motivazione che le parole di tale idioma sono state e rimangono per consuetudine il veicolo più atto e abusato fin ad oggi per edulcorare –e perciò far meglio digerire – gli sconvenienti dati di realtà che non si ha l’intenzione di sottoporre a giusta critica; e dunque per imbellettare il peggior volto della società odierna contrabbandando i suoi più sconci aspetti con vocaboli stranieri accattivanti perché esotici e attinti a una cultura considerata superiore, appunto soprattutto la cultura inglese, tale quindi che difficilmente si potrebbe credere che annoveri nel suo repertorio concettuale o linguistico elementi d’indecenza. Né si può, trattando il delicatissmo argomento degli usi linguistici, sottacere il fatto che la nostra lingua italiana, almeno quella letteraria, benché assai negletta di questi tempi, si mostra d’una ricchezza espressiva e provvista d’un repertorio letterario tale che sarebbe imperdonabile rinunciare ad essa per una sorta di snobismo esterofilo di basso profilo.

Con queste succinte note sono state presentate le coordinate e gli intendimenti della presente postazione informatica, ovvero la segnalazione, la descrizione e il commento dei maggiori fatti che rappresentano pesanti smentite dei miti più celebrati della cultura contemporanea; fatti la cui corretta apprensione sarà ogni volta come una salutare doccia fredda, che può provocare qualche brivido, ma che ha il pregio tipico delle cose reali, quello di non gratificare d’anticipo le nostre aspettative; e che per ciò stesso appare il segnale più sicuro che la percezione che le corrisponde, proprio perché sgradita, stia a rappresentare la vera realtà delle cose e non i nostri sogni a occhi aperti.

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