Pietre d’Inciampo

Col termine “Pietre d’inciampo” sono state denominate le pietre intenzionalmente conficcate al suolo di fronte alle abitazioni da cui furono prelevati di forza coloro che finirono deportati nei  lager tedeschi ad opera delle milizie nazifasciste. Tali pietre, sistemate in modo da  essere ben notate, dovrebbero funzionare come segni mnemonici delle gravi scelleratezze della storia di quel triste periodo.

Questa locuzione,  che appare adoperata con una simile funzione semantica già nella letteratura cristiana del I secolo, è una chiara metafora, alla quale si è ricorso anche nella presente occasione come contrassegno di analogo valore; e ciò per adempiere uno specifico compito, che esplicito per indicare fin da subito le coordinate e gli obiettivi del presente sito.

La società contemporanea è caratterizzata dall’esibizione reiterata e accanita, quindi per lo più retorica e tendenziosa, delle magnifiche sorti e progressive dell’epoca moderna, in cui l’umana specie si sarebbe affrancata per sempre da mali endemici della storia antica quali furono la superstizione, la paura del nuovo, la guerra, la povertà economica, l’arretratezza tecnologica, la stagnazione culturale. L’illusione che le cose stiano oggi veramente in tal modo tanto lusinghiero, ci impedisce di vedere quante volte e in quali modi gli antichi mali persistano invece tutt’oggi, magari in forme inusitate e quindi indecifrabili, spesso sotto l’orpello delle conquiste di civiltà dalle sembianze più avveniristiche e tuttavia il più delle volte futili o ingannevoli.

Non di rado però eventi improvvisi e strani, a prima vista sorprendenti, ma incomprensibili sul momento, possono creare un qualche imbarazzo per il fatto che rischiano d’incrinare l’illusione fin allora così ben coltivata. Questi eventi, proprio per rappresentare una prima occasione forzosa di uscire da un mondo fittizio creato intenzionalmente e di riacquistare un diretto contatto con una realtà più concreta e vera, funzionano come altrettante pietre d’inciampo, ovvero ostacoli inattesi, quindi incresciosi, ma indispensabili e preziosi per convincerci di dover aprire gli occhi su realtà sgradite, che fin a quel momento si credeva impossibile incontrare nella nostra civilissima età.

E come ostacoli incresciosi queste pietre d’inciampo sono veramente un inciampo, creano davvero fastidio ogni volta che le si incontra ed è quindi istintiva la tendenza ad aggirarle semplicemente negando ad esse realtà effettiva. Sono allora catalogate come fantasie prive di qualsiasi rilevanza, talvolta disprezzate come interessate falsità, che è oggi di moda indicare col termine inglese fake news.  Un tratto del tempo presente del quale si vuol dare ben conto per sottolinearne la pusillanimità, è allora anche la sua inclinazione al negazionismo ogni qual volta sorge il pericolo che siano sbugiardati i miti fatui di civiltà e di progresso di cui è intrisa la civiltà occidentale e suo inveterato costume oggi compiacersi.

Con riferimento alla locuzione inglese citata poc’anzi, preciso che questa concessione a un vezzo così frequente oggidì, appunto l’infarcire il proprio eloquio con termini stranieri, rimarrà un’eccezione; che mi dà peraltro l’occasione di mettere già fin d’ora a fuoco un altro inderogabile impegno di cui si avrà cura nel presente sito, ovvero il rifiuto puntiglioso nel proprio lessico di prestiti linguistici stranieri; e soprattutto di quelli inglesi per l’esplicita e specifica motivazione che le parole di tale idioma sono state e rimangono per consuetudine il veicolo più atto e abusato fin ad oggi per edulcorare –e perciò far meglio digerire – gli sconvenienti dati di realtà che non si ha l’intenzione di sottoporre a giusta critica; e dunque per imbellettare il peggior volto della società odierna contrabbandando i suoi più sconci aspetti con vocaboli stranieri accattivanti perché esotici e attinti a una cultura considerata superiore, appunto soprattutto la cultura inglese, tale quindi che difficilmente si potrebbe credere che annoveri nel suo repertorio concettuale o linguistico elementi d’indecenza. Né si può, trattando il delicatissmo argomento degli usi linguistici, sottacere il fatto che la nostra lingua italiana, almeno quella letteraria, benché assai negletta di questi tempi, si mostra d’una ricchezza espressiva e provvista d’un repertorio letterario tale che sarebbe imperdonabile rinunciare ad essa per una sorta di snobismo esterofilo di basso profilo.

Con queste succinte note sono state presentate le coordinate e gli intendimenti della presente postazione informatica, ovvero la segnalazione, la descrizione e il commento dei maggiori fatti che rappresentano pesanti smentite dei miti più celebrati della cultura contemporanea; fatti la cui corretta apprensione sarà ogni volta come una salutare doccia fredda, che può provocare qualche brivido, ma che ha il pregio tipico delle cose reali, quello di non gratificare d’anticipo le nostre aspettative;  e che per ciò stesso appare il segnale più sicuro che la  percezione che le corrisponde, proprio perché sgradita, stia a rappresentare  la vera realtà delle cose e non i nostri sogni a occhi aperti.

Ciò detto, non mi rimarrebbe che offrire una presentazione biografica dello scrivente, che sembra quasi un dovere rituale per chiunque si appresti ad  aprire un qualsiasi sito d’informazione. Ciò non di meno me ne asterrò limitandomi a riferire che lo scrivente è un ex impiegato in pensione, autore di alcuni saggi di filosofia (reperibili nell’Appendice Recensioni), del cui contenuto si farà particolare menzione se e nella misura in cui esso risulterà pertinente all’argomento ogni volta trattato. E non senza rimarcare, anche a proposito di questo punto, una ragione precisa di siffatto riserbo, che serve a caratterizzare ulteriormente il proprio intendimento. Nella cultura occidentale . e segnatamente in un’era caratterizzata da un pronunciato individualismo come è la presente – di qualunque proposta culturale, artistica, artigianale o anche industriale e commerciale v’è costume di evidenziare in primo luogo il profilo del suo autore  magnificandone le qualità, la fantasia creativa, l’abilità di artista, la genialità d’invenzione. Una sorta di narcisismo primario sembra avere sempre il sopravvento in occasione di qualsiasi pubblica esibizione, gli effettivi pregi del prodotto dell’arte o della scienza restando quasi in penombra. Il doveroso obiettivo di chiunque si confronti in uno spazio pubblico, dovrebbe in verità essere l’opposto, ossia attirare invece l’attenzione e cercare consenso più sulla sua opera che sulla sua persona. Il mio riserbo corrisponde dunque non a un atteggiamento di umiltà o a imbarazzo, ma all’intenzione di sospingere principalmente l’attenzione del lettore sul contenuto dei miei scritti e sulla ragionevolezza delle mie convinzioni.

Questo sito si compone di due sezioni. La prima sezione è quella dei fatti, ovvero di eventi la cui veridicità non è contestata, eppure sono ignorati o sottovalutati perché, essendo incompatibili con i principi dell’ordinamento pubblico vigente o col semplice buon senso comune, sono, come già detto, d’inciampo per una condivisione ragionevole di ciò che viene ritualmente proposto dalla cultura dominante e inducono pertanto una sorta di sana disillusione se non un vero e proprio sconcerto. La seconda sezione è quella delle interpretazioni, con tale termine intendendo teorie complesse chenon possono essere considerate l’effetto immediato di una diretta percezione del reale e che mplicano il ricorso a procedure ogiche, a principi generali e a elaborazioni concettuali che solo un’attenta e laboriosa meditazione consente. Ciò non significa che con quanto appare in tale sezione si debordi in pensieri arbitrari o in giuochi verbali privi di significato utile, poiché le procedure logiche o il rispetto dei principi comunemente condivisi rappresentano linee guida della riflessione teorica che non consentono comunque divagazioni ad libitum ed esigono al contrario il mantenimento di una costante coerenza logica. Ciò non di meno anche questa sezione ospiterà contenuti ben lontani da un accademismo di maniera e orientati sostanzialmente allo stesso obiettivo di portare alla luce le aporie riscontrabili nella vita reale del tempo presente. Il sito si completa con un’appendice dedicata alla recensione di opere giudicate di particolare valore scientifico o culturale, anche se poco conosciute o ancor troppo poco valorizzate; e infine di una posta dei lettori, che ospiterà i commenti pervenuti  e ritenuti meritevoli di menzione. Tutti i contenuti del sito potranno essere liberamente citati e riprodotti con l’unica condizione che se ne citi la fonte.